Alessandro Matta, Unortodox

"Free Ebrei", IX, 1, maggio 2020



Lavarsi dalla follia

La prima stagione della serie tv Unorthodox





Abstract

Alessandro Matta reviews the first season of "Unorthodox", an American drama web television series created by Anna Winger and Alexa Karolinski and premiered on last March on Netflix.




Berlino, giorni nostri. Il luogo della scena è un luogo altamente evocativo, nella storia degli ebrei d’Europa. E’ il lago Wannsee, la località poco fuori Berlino nella quale, in una bellissima villa sulle rive di quelle acque, il 20 gennaio 1942, i principali gerarchi nazisti hanno allargato agli ebrei di tutta Europa e del Nord Africa il piano genocidario già in corso in est Europa da alcuni mesi, condannando a morte di fatto oltre 11 milioni di persone. L’intero ebraismo del vecchio continente.

Lei è Esther, ed arriva da New York, e da quel mondo “sopravvissuto” ai Pogrom e alla Shoah del vecchio continente. Quel mondo dove si parla ancora Yiddish, dove i vestiti sono ancora simili a quelli dell’Europa orientale del XIX e dell’inizio del XX secolo, ma soprattutto un mondo dove “Germania” suona ancora come “carnefice”, per quelle comunità che perpetrano ancora la straordinaria lingua e la straordinaria cultura del mondo ebraico dell’Est assassinato nelle fosse comuni e nelle camere a gas tra Russia e Polonia. Ma dove, ai giorni nostri, nel mondo degli anni 2000, ci si scontra con possibili violenze, pettegolezzi e chiusure di un mondo che tiene alla sua conservazione, spesso arrivando a estremismi difficili da combattere.

Esther è nelle acque di Wannsee, nel luogo “simbolo” del passaggio ad un genocidio per gli ebrei in tutta Europa e non solo… e proprio li, libera da quelle violenze e quegli estremismi da lei non più oramai accettati, eccola immergersi e “liberarsi” di quella parrucca, simbolo di una costrizione familiare. La Germania del 2000 non è quella di Hitler. E’ uno stato democratico, libero, che ha storicizzato il nazismo e continua a farlo con un pesante percorso di “fare i conti” col suo passato e con le sue responsabilità. La Germania dei tanti memoriali per ricordare e far riflettere sulla Shoah e sulle persecuzioni naziste contro le minoranze e i “diversi” (viene spesso nominato il monumento alla memoria della persecuzione nazista degli omosessuali) nonché la Germania dove “a nuoto, vai libero dove vuoi, non come sotto la DDR quando sul lago Wannsee potevano fucilarti se cercavi a nuoto di passare da Est a Ovest”. Ed è in questa Germania, che ormai non fa più paura, che Esther sceglie di fare questo “Mikvè di libertà”.

E’ secondo me la scena più evocativa e artisticamente bella di “Unorthodox” la bellissima serie Netflix per la regia di Maria Schrader, tratta dall’omonimo libro autobiografico di Deborah Feldman, che ha letteralmente spopolato (insieme alla serie “Fauda”) in questo periodo di quarantena, e che tante critiche ha attirato, specie intorno al fatto di essere piena, a giudizio di molti, di “eccessivi luoghi comuni” sul tema dello Chassidismo e dell’ebraismo ultra ortodosso.

In realtà, la serie, pur non essendo certo un capolavoro, può essere un prodotto buono e piacevole da guardare e da commentare, per i suoi contenuti e per le riflessioni che può suscitare.

 



Casella di testo

Citazione:

Alessandro Matta, Lavarsi dalla follia, "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", IX, 1, maggio 2020

urlhttp://www.freeebrei.com/anno-ix-numero-1-gennaio-giugno-2020/alessandro-matta-vendetta-unortodox





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