Vincenzo Pinto, Alla memoria di Sigrid Sohn

Free Ebrei", IX, 1, marzo 2020




אַללאַ מעמאָריאַ די סיגריד סאָהןקאָן אַפפעטטאָ ע ריקאָנאָשׁענזאַ

 


Alla memoria di Sigrid Sohn, con affetto e riconoscenza


di Vincenzo Pinto


Abstract

Vincenzo Pinto greets his friend and collaborator Sigrid Sohn, one of the few Italian Yiddishists

 

Ho conosciuto Sigrid nella primavera del 2012, quando abitavo con mia moglie Alessandra a Berlino e stavamo creando la nostra piccola rivista “Free Ebrei”. Decidemmo di contattarla, perché cercavamo collaboratori o collaboratrici che volessero partecipare con entusiasmo alla nostra iniziativa “diasporica”. Non avevamo da offrire molto se non una piattaforma dove poter parlare con passione e competenza dei temi di nostro interesse: l’identità ebraica contemporanea. La maggior parte (se non tutti) i docenti e ricercatori accademici ci snobbò: non eravamo abbastanza noti e non eravamo dotati di appeal (non eravamo fra le casi editrici affiliate alle famiglie “giuste”). Sigrid, che Alessandra aveva conosciuto a un convegno su Isaac B. Singer a Roma nel 2004, decise invece di collaborare. Iniziò mandandoci alcune traduzioni di Avrom Sutzkever, autore che lei amava molto. Poi lei e Alessandra decisero di co-tradurre dallo yiddish in italiano il romanzo di Moshe Kulbak “Gli Zelmenyani” (edito da Free Ebrei nel 2014) e la raccolta di poesie di Kadye Molodowsky “Sono una vagabonda” (edita sempre da Free Ebrei nel 2017, a imperitura memoria di Alessandra).

Sigrid, rimasta senza la sua “partner” sardo-ebraica, ha continuato a scrivere e a tradurre. Alla fine dell’anno passato è uscita la sua traduzione di “Dio della vendetta”, opera teatrale di Sholem Asch (uno dei drammi più noti e discussi del teatro yiddish). Da pochi mesi è anche apparsa (questa volta presso l’editore livornese Belforte) la sua traduzione di “Questione nazionale e socialdemocrazia” di Vladimir Medem, uno dei capisaldi della letteratura politica yiddish. Sigrid stava lavorando ad altre traduzioni di autori noti e meno noti (come la poetessa ebrea Anna Margolin). Mi impegnerò in sua memoria a pubblicare questa sua ultima fatica.

Non ho molto da aggiungere su Sigrid, se non che il suo nome ha lo stesso significato del mio: “vittoria”. Ma una vittoria “chiara” e “bella”. Spero che la sua fine sia l’inizio di un nuovo progetto di valorizzazione della lingua yiddish e, più in generale, di quella ebraica. Che rappresenta un patrimonio non valorizzato dell’Occidente, confinato a pochi esperti o anziani nostalgici. Devono essere i giovani a issare il vessillo dell’alfabeto del fuoco!


Pubblico qui le prime missive (email) che Alessandra e Sigrid si scambiarono fra il 29 e il 30 aprile 2012. Sono un documento personale che testimonia la serietà, l'ironia e la forza d'animo di queste due piccole grandi donne.

 


Cara Sigrid,

sono Alessandra Cambatzu, la moglie di Vincenzo Pinto.

Forse ci siamo incontrate al convegno su Singer nel 2004, ma io sono dovuta poi partire velocemente dopo la mia relazione e quindi non siamo viste.

Mi occupo o meglio mi dovrei occupare, del settore yiddish e vorrei chiedere il tuo aiuto per un paio di cose: ti andrebbe di fare recensioni a testi che riguardano lo yiddish? Hai delle piccole traduzioni che ti piacerebbe inserire nel sito? io per esempio sto traducendo il "grenhorn" di sholem aleychem e vorrei affiancarlo alla lettura integrale del testo originale fatta da paul glaser che ho trovato su youtube? Conosci qualcuno che potrebbe a sua volta aiutarci in questo "volontariato culturale"? L. M. e C. R. sono occupate e purtroppo non hanno tempo. Sono riuscita a contattare V. P. che abita qui a Berlino e che vedrò proprio domani. Come mio marito, anch'io non sono "kasher" e poco portata ai contatti istituzionali e quindi non faccio parte di alcuna "famiglia", il che non agevola il lavoro per il sito. La cosa che amo però in assoluto è tradurre e mi piacerebbe che la sezione fosse ricca il più possibile di traduzioni appunto.

Per ora ti ringrazio e ti mando un caro saluto

 

 

Cara Alessandra,

Certo che ci siamo incontrati a Roma nel 2004 ma purtroppo non mi ricordo di te. In compenso ho un bel ricordo di V. che parla molto bene lo yiddish. Sarebbe bene se potesse accettare la tua proposta. Altrimenti mi viene in mente solo Dov-Ber Kerler che vive tra gli USA e Gerusalemme. Io penso che possa accettare la tua proposta anche se è sempre molto occupato. E' una persona deliziosa nonché poeta ed era anche lui a Roma nel 2004. Senno qui purtroppo non conosco nessuno. Se mi viene in mente qualcuno te lo scrivo subito.

Anche a me piace molto tradurre ma ho sempre paura del mio italiano che non è perfetto. Ultimamente ho tradotto una parte del poema "Sibir" di Sutzkever e sono intenzionata di tradurlo tutto ( lo rivede poi uno dei miei figli). L'avevo fatto per una manifestazione di Ca' Foscari chiamata "Le quaranta lingue di Ca' Faoscari". Sibir é stato pubblicato nel 1951 in Israele con illustrazioni di Mark Chagall. Amo Sutzkever particolarmente e una volta ho parlato di lui in un Convegno di Trier (da dimenticare). 

Come mai ti trovi a Berlino? Conosci anche quelli di Weimar che fanno ogni anno corsi di yiddish e manifestazioni Klezmer (semmai ti posso mandare il link)? 

Spero che il tempo non sia troppo brutto e ti mando un caro saluto

Sigrid

 

 




Casella di testo

Citazione:

Vincenzo Pinto, Alla memoria di Sigrid Sohn, con affetto e riconoscenza, "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", IX, 1, marzo 2020

urlhttp://www.freeebrei.com/anno-ix-numero-1-gennaio-giugno-2020/vincenzo-pinto-alla-memoria-di-sigrid-sohn





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