Alberto Gasparetto, La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente

"Free Ebrei", VIII, 1, aprile 2019






Abstract

Paolo Di Motoli reviews Alberto Gasparetto essay on "Erdoban's Turkey and the challanges in the Middle East".




Alberto Gasparetto (Università di Padova) affronta in questo studio la politica estera della Turchia a partire dagli anni del governo del Partito della giustizia e delle Sviluppo (AKP) evoluzione del movimento islamista turco chiamato Milli Gorus (Punto di vista nazionale) e fondato nel 1969 da Necmettin Erbakan.

Con il successo alle elezioni del 2002 il partito guidato da Recep Tayyip Erdogan ha imposto alcune importanti riforme in politica interna riuscendo a superare la concorrenza delle fazioni repubblicane e dell’esercito che dal 1923 ha sempre fatto da ago della bilancia per il sistema politico turco se necessario promuovendo anche dei colpi di stato.

La dimensione spaziale che il testo affronta è invece quella squisitamente mediorientale con i rapporti di Ankara verso il Medio Oriente. Due fattori contribuiscono a fare della Turchia un protagonista della politica mediorientale: la posizione geografica del paese che è un punto di snodo verso Europa balcanica, il Caucaso e l’area mediorientale e l’uscita dalla Guerra fredda che ne imbrigliava, per così dire, la dimensione di attore multiregionale.

Il partito di governo è islamico e questo ha prodotto sicuramente un afflato di buona volontà nel miglioramento delle relazioni con i paesi musulmani confinanti ma la presenza nella Nato e il consolidamento di relazioni con Israele pur soggette a notevoli fibrillazioni in particolare negli ultimi anni (ricordiamo l’episodio della Mavi Marmara del 2010) rende l’analisi della politica estera più complessa.

I punti cardine della dottrina Davutoğlu (Ministro degli esteri turco) prevedevano buone relazioni con tutti i paesi confinanti, l’utilizzo di una diplomazia che consentisse alla Turchia di emergere quale attore regionale e politica estera multidimensionale con relazioni vive con tutti gli attori importanti dalla Russia, all’Unione Europea, all’Iran (aumento dell’interscambio commerciale) per cambiare la precedente passività di Ankara che subiva le decisioni di altri su questioni cardine delle relazioni internazionali senza indirizzarle. La dottrina che porta il nome del ministro turco non ha potuto realizzare a pieno i suoi obiettivi anche per i veloci cambiamenti esterni ai confini del paese che ne hanno cambiato l’agenda.

La Turchia si muove verso zone del medioriente piuttosto magmatiche con il crollo dei vecchi regimi e l’insorgere di nuovi attori come lo Stato Islamico e le forze Curde. Proprio i Curdi hanno rappresentato per Edogan una pedina utile a consolidare il suo potere mentre reprimeva le proteste interne scatenate a Gezy Park a Istanbul.

L’apertura di colloqui di pace con i curdi del PKK (il Partito dei lavoratori del Kurdistan) e poi la loro interruzione (da imputare anche al crescente clima di violenza interna ai confini ed esterna, con attentati curdi e dello Stato Islamico) sono stati dei puntelli alla forza di Erdogan.

Il fallito colpo di stato organizzato da settori delle forze armate del luglio 2016, il conseguente rafforzamento del potere di Erdogan con la svolta “presidenzialista” del 2017 ottenuta con l’appoggio del Partito del movimento nazionalista (MHP) hanno mutato profondamente la natura del regime turco ormai molto più simile a una dittatura che a una democrazia.

Il sostegno ai Fratelli musulmani in Egitto e Siria ha contribuito ad alienare le simpatie di molti regimi arabi alla Turchia e in particolare quello dell’Arabia Saudita che si aggiunge alle frizioni con Israele e non da ultimo con gli Stati Uniti. I problemi con i vicini sono dunque all’ordine del giorno e anche il ruolo turco nella Nato fa presagire futuri ripensamenti con la ricerca di un rapporto di collaborazione militare più con Mosca (acquisto del sistema missilistico anti-aereo S-400) che con Washington.





Casella di testo

Citazione:

Alberto Gasparetto, La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente (Recensione di Paolo Di Motoli), "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", VIII, 1, aprile 2019

urlhttp://www.freeebrei.com/anno-viii-numero-1-gennaio-giugno-2019/alberto-gasparetto-la-turchia-di-erdogan-e-le-sfide-del-medio-oriente





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