I Ponti di Alessandra (Berlino 2019)

“Free Ebrei", VIII, 2, settembre 2019

 

I Ponti di Alessandra


Premio etico-didattico (Berlino 2019)

 

di Vincenzo Pinto

 

Abstract

Vincenzo Pinto summarizes the third Italian school competition of translation of Yiddish literature from German into Italian, which was held in Berlin.




Si è svolta mercoledì 19 giugno nella presso l'Albert Einstein Gymnasium di Berlino la premiazione della terza edizione de I ponti di Alessandra. L’iniziativa, organizzata da "Free Ebrei" in memoria della docente di italiano Alessandra Cambatzu, ha visto come protagonista proprio la classe 10 che Alessandra aveva "svezzato" tre anni fa.

Come negli anni precedenti, anche quest’anno la gara consisteva nella traduzione in italiano di brani letterari yiddish disponibili in traduzione tedesca. Dopo aver scelto un testo in prosa (Gimpel l’idiota di Singer) e una pièce teatrale (il Dybbuk di Ansky), quest’anno abbia deciso di concentrarci sui testi di alcuni Lieder (canzoni-poesie).

Il docente interessato (Andrea Passannante, ispiratore dell'iniziativa letteraria), ha allestito un workshop introduttivo incentrato sul mondo culturale yiddish e sulla traduzione. Il workshop, avvenuto durante le normali ore di lezione, è consistito nei seguenti passaggi: 1) introduzione all'universo culturale dello shtetl (con l'ausilio di alcuni testi di Moni Ovadia); 2) relazioni degli allievi su alcuni autori yiddish (Sholem Aleichem e Isaac B. Singer); 3) introduzione al concetto e alle problematiche della traduzione letteraria; 4) esercizi pratici (analisi di due diverse traduzioni di un brano brechtiano da parte dello stesso traduttore); 5) traduzione della versione tedesca dei testi delle canzoni yiddish (con fedeltà al registro stilistico).

Andrea Passannante ha scelto quattro canzoni yiddish (fra un ventaglio proposto dall'organizzatore): Mayn rue plats (Il mio luogo di riposo) di Morris Rosenfeld; Abi Gezunt (Finché c'è la salute) di Molly Picon; Benkshaft (Nostalgia); Dem milners trenen (Le lacrime del mugnaio) di Mark M. Warschawsky. La prima, la terza e la quarta canzone risalgono all'inizio del Novecento e si tratta di elegie dedicate alla fine del mondo ebraico orientale. I temi sono la speranza nel ricongiungimento con la propria amata e il riconoscimento di un sentimento d'amore. La seconda canzone è tratta dal film polacco Mamele (1938) di J. Green e K. Tom. Anche in questo caso è forte il nesso fra naturalezza e felicità, fra il bisogno di sfuggire alla meccanizzazione della vita (e dei sentimenti) e la nostalgia per una rappacificazione con se stessi.

La vincitrice della gara è stata la giovane Delia Zampriglio, che ha tradotto Mayn rue plats di Rosenfeld. Delia ha dimostrato una buona consapevolezza del lessico e del ritmo, per una composizione scritta dal poeta yiddish in memoria dell'incendio che ha distrutto la fabbrica dove lavorava. Il secondo posto è andata ad Alice Scharf che ha tradotto Benkschaft. Il terzo, invece, ad Annarita Tirelli che ha tradotto Dem milners trenen. Anche quest’anno il premio è consistito in una borsa personalizzata di libri, in una pergamena e, per la prima classificata, una targa commemorativa, dove si evidenzia, fra l’altro, il “gemellaggio” virtuale fra Torino e Berlino.

Morris Rosenfeld (1862-1923) è uno dei principali poeti yiddish di inizio Novecento. Emigrato negli Stati Uniti a fine Ottocento (dove lavorò come operaio in uno sweatshop nel settore della moda), Rosenfeld ha saputo tratteggiare assai bene il contrasto fra la bellezza e il piacere della natura e le realtà della fabbrica americana di inizio Novecento. In particolare, la malinconia dell’immigrato che ha sperato di trovare un po’ di felicità sradicandosi dal proprio luogo natio. “Lì non mi troverai, amore mio”: solo l’arrivo dell’amata potrà riportare un po’ di serenità nel cuore dell’affranto lavoratore.

L'anno venturo l'iniziativa proseguirà con una nuova selezione di testi yiddish. La speranza è che i ragazzi continuino ad appassionarsi alla cultura ebraica e alla tecnica della traduzione.




Galleria fotografica


Rasmus Pfister ritira il primo premio a nome di Delia Zampriglio, in compagnia (da sinistra verso destra) di Wolfgang Gerhardt (preside dell'AEO), Andrea Passannante e Torsten Franckowiak (vicepreside)









Alice Scharf ritira il secondo premio












Annarita Tirelli ritira il terzo premio














Casella di testo

Citazione:

Vincenzo Pinto, I ponti di Alessandra (Berlino 2019), "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", VIII, 2, settembre 2019

urlhttp://www.freeebrei.com/anno-viii-numero-2-luglio-dicembre-2019/i-ponti-di-alessandra-berlino-2019





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