Luca Michelini, Maffeo Pantaleoni e "La Vita italiana" di Giovanni Preziosi

"Free Ebrei", I, 1, aprile 2012


Luca Michelini, Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista. Maffeo Pantaleoni e “La Vita Italia” di Giovanni Preziosi (1915-1924),Venezia, Marsilio, 2011, 128 pp., € 14


di Vincenzo Pinto



Abstract
In this essay, Luca Michelini analyzes Maffeo Pantaleoni's progressive anti-Semitic turn after the World War I and the rise of Italian Fascism. Pantaleoni's anti-Semitism can be understood through the prisma of Post-Word War recession and the idiosyncrasy against the so-called "finance capitalism".


Il saggio di Luca Michelini, docente di Storia del pensiero economico ed Economia presso l'Università LUM di Bari e l'Università dell'Insubria di Varese, tenta di descrivere e di comprendere il nesso fra teoria e prassi nell'uomo di pensiero, esemplificato dall'economista Maffeo Pantaleoni. Michelini dedica questa breve, ma corposa monografia a “un excursus particolareggiato della produzione pubblicistica di Pantaleoni”, che rappresenterebbe una parte scabrosa e affatto secondaria della sua attività intellettuale. Spinto dall'afflato di testimoniare l'indicibile e l'incomprensibile (come fece Primo Levi), lo storico dell'economia cerca di superare il sostanziale ostracismo promosso dagli economisti di professione verso la contestualizzazione storica dei pensieri e degli atti.

Maffeo Pantaleoni (1857-1924) è noto agli addetti ai lavori e a un pubblico specialistico quale cattedratico di fama internazionale, saggista, editore, maestro diretto e indiretto di numerosi economisti. L'autore dei Principii di economia pura (1889) è stato anche un pubblicista e uomo politico, dapprima “radicale” (eletto insieme ai repubblicani e socialisti), poi vicino al nazionalismo e chiaramente fiancheggiatore del nazional-fascismo. Nell'attività pubblicistica degli ultimi anni fu il maestro dell'ex prete cattolico Giovanni Preziosi, “il più assiduo antisemita italiano degli anni trenta e quaranta” (p. 9). Partendo da questa constatazione, l'A. cerca di capire se si possa instaurare un nesso tra la teoria economica di Pantaleoni e il suo antisemitismo nazional-fascista.

Il saggio è suddiviso in alcuni brevi capitoletti che delineano la produzione pubblicistica di Pantaleoni. Come mai l'economista di Frascati, unanimemente “accusato” di aver fornito le migliori argomentazioni antiebraiche a Preziosi, non ha suscitato alcun particolare interesse presso gli storici della cultura razzista e/o antisemitismo? Come può aver scritto quello che ha scritto un'economista del suo livello? Le risposte tendono essenzialmente a ripescare il suo marginalismo economico estendendolo ad altre sfere umane: il suo antisemitismo fu essenzialmente “irrazionale”. L'antisemitismo italiano fu dunque uno strumento propagandistico di alcune frange esagitate? Secondo l'A., la campagna antiebraica italiana del primo dopoguerra fu una “componente essenziale di quel moto politico, culturale, economico e sociale che portò Mussolini al potere” (p. 20).

L'A. dimostra il progressivo slittamento da posizioni filosioniste ad altre dichiaratamente antisemite a cavallo dell'avvento del fascismo. L'antisemitismo economico di Pantaleoni non fu soltanto uno strumento di propaganda politica, ma era determinato da un piano politico ben preciso. “La Vita italiana” non fu soltanto una rivista antisemita, ma fu al “centro di una rete culturale, politica e mediatica di assoluto protagonismo nell'ascesa del fascismo al potere” (p. 52). Questa rete culturale nazionalista e liberista prese di mira il movimento socialista e l'affarismo borghese di derivazione giolittiana: “Il nesso tra la riflessione teorico-politica di Pantaleoni e il suo antisemitismo è dunque costituito, in ultima analisi dal suo antisocialismo” (p. 65).

In quest'ottica è comprensibile l'incontro tra Panteleoni e Preziosi sul tema del salvataggio della Banca Commerciale italiana, nonché la piega antiebraica. La “disfatta di Caporetto” viene addebitata alla propaganda e al disfattismo socialista, mentre la rivoluzione bolscevica finisce per diventare la nemesi dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Pantaleoni tende quindi a sovrapporre dottrine socialiste e stataliste, addebitandole a una presunta congiura ebraica mondiale, che può essere combattuta solo da una rivoluzione nazional-fascista e liberista. L'economista di Frascati è immune da contaminazioni razziste o eugenetiche: il suo è un antisemitismo politico-economico, consapevole della rilevanza che i mass media avrebbero avuto nella vita politica del primo dopoguerra.



Casella di testo

Citazione:


Luca Michelini, Maffeo Pantaleoni e "La Vita italiana" di Giovanni Preziosi (recensione di Vincenzo Pinto), "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", I, 1, aprile 2012

url: http://www.freeebrei.com/anno-i-1-gennaio-giugno-2012/luca-michelini-maffeo-pantaleoni-e-la-vita-italiana-di-giovanni-preziosi




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