Riccardo Ghezzi

Nato ad Alessandria, giornalista pubblicista dal 2006, Riccardo Ghezzi si è sempre occupato di sport, politica, cronaca collaborando con testate on line e giornali locali torinesi, alessandrini e cuneesi. Le vicissitudini mondiali l’hanno convinto ad interessarsi maggiormente del Medio Oriente, sviluppando una certa curiosità su Israele e le politiche di difesa nei confronti del terrorismo islamico. Un semplice interesse che è ben presto diventato desiderio di conoscenza e approfondimento, fino a trasformarsi in amore per un popolo e la sua cultura.

Da questo percorso nasce il sito L’Informale, nel novembre 2015, che Ghezzi ha fondato per poter scrivere su Israele ma soprattutto imparare, anche grazie agli autori che vi collaborano.

Per capire quanto gli israeliani siano determinati, tutt’altro che guerrafondai, con tanta voglia di vivere e anche, contrariamente a quanto tramandato dalla disinformazione imperante, di coesistere con i loro vicini arabi ponendo fini ad anni di conflitti logoranti, non basta L’Informale, ma è necessario visitare Israele. Cosa che Ghezzi ha fatto, rimanendone ovviamente assai positivamente colpito.

La speranza è che tanti altri possano farlo, liberandosi da tesi precostituite, pregiudizi e condizionamenti mentali dovuti a bombardamenti mediatici e propagandistici.

Born in Alessandria, a freelance journalist since 2006, Riccardo Ghezzi has always been involved in sports, politics and history by collaborating with local newspapers and local newspapers from Turin, Alexandria and Cuneo. Global vicissitudes have convinced him to be more interested in the Middle East, developing some curiosity about Israel and defense policies against Islamic terrorism. A simple interest that soon became a desire for knowledge and deepening, until it turns in love for a people and culture.

So the website "L'Informale" was created in November 2015, which Ghezzi founded to write about Israel, but above all to learn, thanks also to the authors who collaborate with them.

To understand how much the Israelis are determined, far from warfare, with the longing to live and, contrary to what has been handed down by leading misinformation, to coexist with their Arab neighbors by endangering years of wretched conflicts, "L’Informale" is not enough: one must visit Israel. What Ghezzi did some months ago, remaining obviously very favourably impressed.

He hopes that many people can do it, freeing themselves from pre-established theses, prejudices and mental conditioning due to media and propaganda bombings.

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