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Marietti 1820

Quella della Marietti è una delle vicende editoriali più antiche d'Italia. Ha infatti inizio nel 1820 a Torino, grazie alla fantasia editoriale di Giacinto Marietti, nato alla fine del secolo XVIII, che fonda, con il privilegio di Vittorio Emanuele I una stamperia.

Nel 1840 un tecnico della stamperia, Giuseppe Giozza di Chivasso, porta la tipografia all'avanguardia inventando un nuovo metodo di stereotipia, chiamato "sistema Giozza" destinato a diffondersi rapidamente e con successo.

Alla morte di Giacinto Marietti, nel 1861, l'azienda passa nelle mani del figlio Pietro, il quale era già stato chiamato dal papa Pio IX un anno prima a Roma per dirigere la tipografia di Propaganda Fide, Pietro l'aveva riorganizzata fino a farla diventare nel 1865 la Tipografia Poliglotta Vaticana. Le due attività procedono parallele fino al 1872, accomunate da una produzione essenzialmente liturgica. Negli ultimi anni di vita Pietro Marietti abbraccia lo stato ecclesiastico, e alla sua morte, 1875, la casa editrice è nelle mani del figlio Consolato.

Sino alla fine degli anni settanta del secolo scorso, l'azienda è gestita, di padre in figlio, dalla famiglia Marietti, che, in osservanza al progetto iniziale, si dedica quasi esclusivamente ad una produzione religiosa, liturgica e scolastica.

Dopo Consolato, nel 1909, è Edoardo a prenderne le redini e nel 1946, tocca ai suoi figli Gian Piero, Annibale, Felice. E' evidente l'indirizzo verso la solida tradizione familiare, infatti negli anni di attività di Giacinto, la casa editrice si impegna nella stampa e divulgazione dell'opera completa di un grande letterato e prosatore gesuita vissuto nel seicento: Daniello Bartoli. Intanto un altro membro della famiglia, il fratello Pietro si dedica a Torino al commercio di stampe e apre una libreria.

L'interesse religioso viene potenziato e dilatato verso nuove e più complesse prospettive produttive, non sorrette da pari sviluppi economici, e agli inizi degli anni ottanta la casa editrice entra in una profonda crisi, non solo economica, ma anche ideologica. Proprio in quel periodo avviene una profonda trasformazione azionaria che vede primeggiare prevalentemente imprenditori liguri.

Le responsabilità editoriali vengono assunte da un sacerdote genovese, Don Antonio Balletto, che cerca di riorganizzare e di rilanciare un progetto culturale che si avvale di un piano editoriale ambizioso e chiude il rapporto ancora esistente fra la casa editrice e l'Istituto Poligrafico, da sempre riuniti in un solo corpo. Ormai indipendente, fatto salve alcune quote azionarie, nasce l'Istituto Poligrafico Piemontese Marietti. Non ostante la famiglia Marietti esca di scena, il prestigioso nome viene conservato dai nuovi azionisti della società, in omaggio ad una continuità con la tradizione dalla quale la nuova Marietti discende.

Nel 1986 la sede viene trasferita da Casale Monferrato a Genova assecondando una forte volontà di radicamento nel tessuto culturale e produttivo della città. Si cerca inoltre di mantenere un'apertura a tutte le problematiche culturali tipiche di quel periodo di trasformazione, ferme restando le tematiche religiose alle quali, per tradizione, la casa editrice si è sempre interessata. Un gruppo di lavoro formato da accademici e esponenti della cultura ligure, contribuisce a creare un nuovo catalogo ove le attenzioni si allargano alla filosofia e alle altre religioni monoteiste: ebraismo e islam.

Un eccesso di produzione che va alla ricerca di un mercato editoriale molto diverso da quello ove abitualmente le edizioni Marietti si posizionano, crea una nuova crisi che porta ad un riassetto azionario. Un nuovo socio di riferimento, con coraggio e tempismo, e con un impegno finanziario importante, riporta la casa editrice in condizione di riprendere l'attività editoriale, ridimensionando i programmi, e indirizzandoli verso una nicchia di mercato più consona alla produzione tradizionale, e nel rispetto delle radici storiche.

Nel 1996 inizia dunque una lenta ricostruzione del catalogo delle edizioni Marietti, si recuperano e si ristampano i titoli ancora utilizzabili del catalogo esistente, e si cerca di assicurare novità editoriali in linea con la missione che il tempo e la tradizione hanno tracciato per Marietti. Questa strategia, che non ha mai disgiunto le problematiche editoriali dalla gestione finanziaria, ha prodotto risultati positivi, riportando la casa editrice ad un livello di ampia visibilità, con risultati economici che permettono di presentare bilanci in utile.

Nel 1999 la maggioranza delle azioni (esattamente il 51%) vengono acquistate da una società milanese che diventerà, di fatto, il nuovo socio di riferimento. La casa editrice nel mese d'Aprile del 2001 trasferisce la sua sede operativa a Milano, mentre la sede sociale rimane a Genova. Si consolidano le condizioni economiche che permettono alla società di presentare i bilanci positivi e alla casa editrice un aumento della visibilità sul mercato editoriale.









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