Alessandro Matta, Il seminario berlinese del Mémorial de la Shoah

"Free Ebrei", VII, 1, gennaio 1018




Il seminario berlinese del "Mémorial de la Shoah"

Quella Politische Bildung così lontana da farsi in Italia...


di Alessandro Matta


Abstract

A second-level seminar on the history of Nazism by the "Mémorial de la Shoah" (Paris) took place last december in Berlin. Alessandro Matta makes us some suggestions on how his experience could be useful for a new civic education in Italy.


Berlino, 2 Dicembre 2017, ore 22,00 circa. Sala auditorium dell’Hotel Sylterhof. Una professoressa Tedesca molto appassionata e brava, di nome Stephanie Endlich, sta parlando da circa un’ora poco più davanti ad un pubblico di 26 docenti ed educatori Italiani. Sono arrivati durante la giornata da tutta l’Italia in quel luogo, hanno in molti casi sopportato un viaggio molto lungo fatto di sveglie ancora al buio alle 4,00 di mattina per prendere anche due voli fino a Berlino, ma nessuno è stanco, ed ascoltano tutti con attenzione. La docente all’improvviso mostra alcune immagini e dice: “Ed ora, veniamo ad una particolare forma di Memoriale venuta alla luce negli ultimi anni: i memoriali siti sulle fermate degli autobus davanti agli edifici che un tempo erano sede di importanti luoghi della storia del nazismo. A Berlino, nella Kufurstenstrasse, sulla pensilina della fermata dell’Hotel Sylterhof, una serie di tre manifesti bilingue in Tedesco ed Inglese ricordano ai turisti e ai passanti che dove oggi ha sede l’hotel, un tempo aveva sede una palazzina dove era stato installato l’ufficio di Adolf Eichmann del dipartimento IVB4 dell’ufficio RSHA del Terzo  Reich, esattamente dove ora ci troviamo…”

Il viso della dottoressa Laura Fontana, responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah, si illumina di voglia di trasmettere una profonda conoscenza nel momento in cui, sentendo queste parole dalla Professoressa Endlich nel corso della sua prima lezione sulla memorialistica e i memoriali della Shoah in Germania e a Berlino, si gira verso tutti noi “studenti” e indica col dito verso il basso come a dire “Qui, Proprio qui! Esattamente qui dove soggiornate in questa intensa settimana!”

E’ solo una delle tante sorprese della prima giornata del Seminario intensivo “Ripensare e Insegnare la Storia del Nazismo”tenutosi a Berlino tra il 2 e il 7 Dicembre 2017. Il Seminario, a cura del Mémorial de la Shoah di Parigi, è una vera e propria immersione totale di ben sei giorni nella storia, nella memoria, ma soprattutto nel capire come “studiare la storia” della complessa tematica del Nazionalsocialismo, dei suoi crimini e della sua memoria. Si tratta di un secondo livello, una continuazione di un percorso che fino ad oggi conosce due livelli di formazione riservati ad un gruppo di 25 o 27 docenti ed educatori Italiani selezionati in tutta la penisola ogni anno ed ogni due anni. Ogni anno, un gruppo nuovo di docenti ed educatori che hanno fatto domanda di candidatura e che sono stati selezionati, segue il primo livello di formazione a Parigi nei locali del Mémorial de la Shoah, la principale e più antica istituzione in Europa sulla storia della shoah, nonché la prima istituzione in ricordo della shoah nata nel mondo (nacque nel 1943 a Grenoble, in piena occupazione Italiana, con il nome di “centre de documentation Juive contemporaine” per raccogliere già allora tutta la documentazione che si poteva rintracciare o salvare del genocidio degli ebrei allora ancora in pieno svolgimento) in un seminario dal titolo “ripensare e insegnare la Shoah”. Ogni due anni, poi, un gruppo di docenti ed educatori tra quelli che già hanno svolto il primo livello, può fare domanda e, se selezionato, avere l’opportunità di proseguire la formazione a Berlino con un secondo, straordinario, livello di approfondimento, questa volta più inerente alla storia del Nazismo e dei suoi crimini in generale, non solo relativamente alla shoah quindi.


Il seminario di Berlino è il frutto eccezionale di una unione tra più istituzioni Tedesche che si occupano della memoria del Nazismo e della Shoah, che sono state tutte coinvolte e che hanno ben accettato questa sfida educativa grazie soprattutto alla passione e al lavoro della dottoressa Fontana, che dal 2009 è responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi. Per sei giorni, le lezioni si svolgono itinerativamente tra : la Topografia del Terrore di Berlino, il Memoriale per gli ebrei d’Europa sterminati a Berlino, il Memoriale dei Rom e Sinti sterminati di Berlino, la Casa-Museo della conferenza di Wannsee, Il centro di documentazione sul lavoro forzato durante il nazismo di Berlino Schoneweide, il Museo della Resistenza Tedesca al nazismo.

Per sei giorni, il seminario ha alternato una serie di grandi lezioni accademiche di alto livello sulla storiografia del nazismo, e sul modo corretto in particolare di insegnare questa storia. Una storia che richiede sempre di più una conoscenza in profondità, e non facili banalizzazioni che niente hanno a che vedere con la conoscenza. Durante i lavori, in particolare tre sono state le conferenze senza ombra di dubbio più ricche di spunti ed interessanti: la lezione tenuta dal prof. Zimmermann del Bundesarchiv di Berlino su “Come decodificare i documenti ufficiali Tedeschi” ha introdotto i partecipanti al sistema di redazione, trasmissione e codifica dei documenti amministrativi del periodo nazista. Il dott. Nicolai Zimmermann, storico archivista degli Archivi federali tedeschi,  ha illustrato l’organizzazione capillare della burocrazia tedesca, in uso già dagli anni precedenti il regime di Hitler, attraverso la decodifica e l’analisi dell’uso delle sigle, dei colori del pennarello a seconda del livello gerarchico di riferimento, dei segni di visto, di annotazione manuale e di firma, in modo da mettere in evidenza fino a che punto le decisioni relative alla politica persecutoria degli ebrei siano state condivise da tutta una catena di piccoli e grandi carnefici, dai vertici del regime e delle strutture statali ai funzionari e impiegati dell’amministrazione, coi suoi distinguo e la possibilità, con un simile lavoro, di comprendere i vari diversi gradi di responsabilità all’interno della macchina burocratica del genocidio degli ebrei.

Oltre alla lezione di Zimmermann, senza ombra di dubbio il maggiore apprezzamento è andato al professor Georges Bensoussan, storico dell’ebraismo e della shoah nonché responsabile editoriale del Mémorial de la Shoah, che ha presentato ai partecipanti del seminario per la prima volta due nuove relazioni su “Ebrei in Germania tra il 1900 e il 1938-la simbiosi immaginaria” e su “Antisemitismo in Germania-la forza del risentimento”. In particolare nella prima delle due relazioni, Bensoussan ha smontato storicamente il “mito” ancora oggi molto diffuso di una Germania Imperiale e precedente sia alla Repubblica di Weimar sia al nazismo nella quale gli Ebrei si sarebbero trovati bene integrati ed in assenza quasi completa di antisemitismo o di episodi di violenza antiebraica, per dimostrare l’esatto contrario con una serie di eventi, circostanze e documentazioni ancora oggi molto sconosciute nel nostro paese.

Ma il punto forte di questo eccezionale momento di formazione, è dato dalla possibilità, per tutti i docenti, di conoscere e venire a contatto con la eccezionale “Politische Bildung”, la politica di educazione alla cittadinanza (noi la definiremmo educazione civica) presente in Germania a partire dalla fine degli anni ’60 e inizio anni ’70. Una politica di vera e propria presa di coscienza a tutti i livelli della società delle responsabilità della Germania nella storia del Nazismo e quindi, di dovere di educare ogni livello della società per evitare che gli errori e gli orrori del passato si ripetano anche in futuro. Si tratta di una politica di studio e di riflessione all’interno della quale sono venuti alla luce strumenti fondamentali quali il famoso consenso di Beutelsbach del 1976, concepito e divenuto una delle referenze piú importanti per ogni persona in Germania (insegnante, guida, operatore nel lavoro didattico dei memoriali,…) attiva nella formazione politica e della memoria, all’interno di un congresso della Centrale federale per la formazione politica, che ha il compito in Germania di: “Rinforzare la democrazia – promuovere la societá civile. Il compito della é quello di promuovere la comprensione dei fatti politici, di consolidare la consapevolezza democratica e di rinforzare la disponibilitá all´impegno in politica.

La politica di Politische Bildung della Germania fa si che oggi anche gli apparati della Polizia e dell’Esercito Tedesco siano educati a quanto accaduto negli anni del nazionalsocialismo, e frequentino ogni anno giornate di studio presso le istituzioni che abbiamo avuto l’opportunità di visitare e nelle quali abbiamo potuto studiare.

In un paese come l’Italia, dove ancora il dibattito su un “probabile” museo del fascismo a Predappio non riesce a cessare o a lasciare il posto a riflessioni serie sul dovere di una seria politica di educazione alla cittadinanza e allo studio storico serio di queste tematiche (anche certamente con un museo della storia del Fascismo, che sia un luogo di ricerca e di studio storico scientifico serio su quando accaduto tra il 1922 ed il 1945 in Italia), e non alla sterile polemica politica di bassa lega, uno strumento come la Politische Bildung o come il “consenso di Beutelsbach” (che invito il lettore a scoprire senza nulla anticipare sul suo contenuto) sono ben lontani dall’avverarsi.

Tornando al seminario, è da segnalare che, anche grazie ad alcuni sistemi appositamente introdotti in questa edizione del seminario, come quello di un gruppo Whatsapp nel quale i partecipanti si sono scambiati e tuttora continuano a scambiarsi pareri, opinioni e pensieri sulle varie tematiche affrontate, il gruppo di questa edizione del seminario, si è dimostrato particolarmente coeso e molto attento e pieno di riflessività ed attenzione, cosa questa che è stata notata anche dalla direttrice del seminario Laura Fontana, responsabile per l’Italia del Mémorial, che ha realmente apprezzato questa situazione.

Ed io, dal canto mio, non posso che ringraziare Laura Fontana, perché ancora una volta mi ha (ci ha!) regalato una preziosa formazione, ed un profondo studio che gelosamente tutti noi custodiremo.

  

 

 

Casella di testo

Citazione:

Alessandro Matta, Il seminario berlinese del Mémorial de la Shoah, "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", VII, 1, gennaio 2018

urlhttp://www.freeebrei.com/anno-vii-numero-1-gennaio-giugno-2018/alessandro-matta-il-seminario-berlinese-del-memorial-de-la-shoah





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