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L'Istoreto e le leggi razziali, a cura di Barbara Berruti ed Enrico Manera

"Free Ebrei", IV, 3, Dicembre 2015


L'Istoreto e le leggi razziali


a cura di Barbara Berruti ed Enrico Manera


Abstract

Barbara Berruti and Enrico Manera describe the establishment of Istoreto (Historical Institut for Resistance in Turin) "Giorgio Agosti" and the section devoted by the anti-Semitic persecution from 1938 to 1945.


 Una volta al secolo, qualcosa di serio e di pulito. può accadere anche in questo Paese”.

Giorgio Agosti

 

L'Istituto storico della Resistenza in Piemonte è stato fondato fondato nel 1947 dagli stessi membri del Cln Regionale Piemontese, particolarmente su impulso di Franco Antonicelli e Alessandro Galante Garrone. Dal 1995 l'Istituto ha assunto la denominazione attuale, in considerazione dell'attività archivistica, scientifica, didattica, che si estende a tutto il XX secolo. Dalla fondazione l’Istituto ha continuamente arricchito le proprie collezioni archivistiche e bibliografiche che ne costituiscono la struttura portante, insieme all’attività di ricerca e comunicazione attraverso i più innovativi sistemi.

 

L’Istoreto svolge attività archivistica, didattica, scientifica, in collegamento con istituzioni culturali italiane ed europee. La sua attività, inizialmente dedicata alla storia della Resistenza, si è estesa a tutto il Novecento. Tra le sue finalità la conservazione e la valorizzazione del proprio patrimonio archivistico e bibliotecario attraverso aggiornati sistemi informatici che ne consentono la comunicazione on line, la ricerca scientifica, la formazione e l’aggiornamento didattico, la realizzazione di pubblicazioni, convegni, mostre.

La struttura è aperta al pubblico per la consultazione dell’archivio e della biblioteca con la consulenza di personale esperto; organizza e ospita presso la propria sede seminari, convegni e presentazioni di volumi. I patrimoni archivistici (3.000.000 di documenti) e bibliografici (71.700 volumi schedati in SBN a cui si devono aggiungere i 10.000 del fondo Quazza e i 6.000 del fondo Galante Garrone recentemente acquisiti) sono costantemente descritti e consultabili on line. L’Istituto costruisce banche dati per consentire l’accesso all’informazione integrata e facilitata a un pubblico non solo specialistico, pubblica ricerche e atti di convegni in collane editoriali, propone percorsi mirati alla formazione di insegnanti e studenti di ogni ordine e grado, organizza in collaborazione con gli enti locali iniziative per le principali ricorrenze del calendario civile.

L’Istituto è  inoltre associato all’ Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia ed è socio fondatore del Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Collabora stabilmente con gli Istituti storici della Resistenza del Piemonte, l’Università e il Politecnico di Torino, il Centro internazionale di studi Primo Levi. La biblioteca aderisce al progetto ESSPER e al catalogo nazionale del periodici ACNP. È tra i membri costituenti del nascente Polo del Novecento.

 

In quanto agenzia formativa riconosciuta dal Miur e in costante collaborazione con enti pubblici, Comune, Città metropolitana, Regione, tra cui in particolare il Comitato per i valori della Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte , l’Istituto dal 2001, anno  in cui è stato istituito il Giorno della Memoria, ha organizzato decine di iniziative: alcune rivolte alla sempre crescente domanda di formazione storica della cittadinanza, attraverso la presentazione e la discussione di volumi o di temi centrali nel dibattito pubblico; altre sono legate alla formazione di studenti e insegnanti, cruciale per la diffusione della coscienza storica e democratica.

Singoli progetti nel corso degli anni sono stati organizzati con Il Museo Diffuso, la Comunità ebraica di Torino e con  il Conservatorio di Torino. (tra i più recenti:

http://www.museodiffusotorino.it/pietredinciampo ;

http://www.conservatoriotorino.eu/downloads/news/27_01_2016_Concerti_per_le_Scuole.pdf )

 

Inoltre l’Istoreto dedica spazio al tema della Shoah e della deportazione all’interno dei canali tematici pensati per offrire strumenti informativi ai visitatori del sito.  Un canale (http://www.istoreto.it/?page_id=649) è interamente dedicato alla persecuzione e alle Leggi razziali varate in Italia tra il settembre e il novembre del 1938, con documenti, testimonianze, unità didattiche, risorse on line che permettono di accedere a siti, mostre, banche dati, attinenti al tema in oggetto. L’intenzione è di offrire, in particolare alle scuole primarie e secondarie di primo grado, uno strumento a supporto dell’attività didattica.  Ampio spazio è dedicato all’applicazione delle leggi nella scuola: la scuola fu uno dei contesti in cui si manifestarono con maggiore evidenza le intenzioni programmatiche insite nelle leggi razziali, strumento di esclusione feroce e di affermazione di una nuova fase nel totalitarismo fascista, che avrebbe dovuto condurre alla costruzione del “fascismo integrale”, rigurgitante di componenti razziste. E alla scuola doveva essere affidato il compito essenziale di plasmare in tal senso le coscienze fin dalle elementari. Ragionare a scuola sull’ingiustizia nella scuola acquista dunque un particolare significato e permette di affrontare il tema fin dall’ultimo anno della scuola primaria. La documentazione copre l’arco temporale 1938-1945 a sottolineare le tragiche conseguenze sviluppatesi dalle leggi razziali sino alla deportazione nei campi di concentramento nazisti.

Grande attenzione alla partecipazione degli ebrei alla guerra e alla Resistenza e alla deportazione viene data all’interno delle banche dati, pensate per porgere documentazione d’archivio in modo mediato a un pubblico di non esperti. All’interno del canale tematico 70 Resistenza (http://www.70resistenza.it/tema.php?id=2) la prima voce è Ebrei in guerra. Com’è noto dopo l’8 settembre 1943, i 43 mila ebrei italiani furono dichiarati nemici dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e divennero il bersaglio dei nazisti che volevano portare a compimento la realizzazione della “soluzione finale”. In questa situazione poche erano le scelte che essi potevano operare: fuggire all’estero, rassegnarsi alla deportazione e allo sterminio oppure combattere il nemico nazi-fascista. In questa sezione del canale ci si occupa di quegli ebrei piemontesi (un centinaio fin dalla prima ora) che parteciparono direttamente alla Resistenza, imbracciando le armi e unendosi alle formazioni partigiane operanti sul territorio; di quelli (impossibili da quantificare) che misero in atto altre forme di “resistenza senza armi” come l’assistenza e il ricetto, la collaborazione, la raccolta di fondi, l’organizzazione di una rete di soccorso per i clandestini; ma anche di quanti furono arrestati e deportati semplicemente in quanto ebrei.

La Banca dati della deportazione piemontese (http://intranet.istoreto.it/adp/default.asp) mette in rete le interviste a deportati per ragioni politiche o razziali e integra la trascrizione e la registrazione delle 219 storie di donne e uomini deportati (Archivio della Deportazione Piemontese) con altre testimonianze, edite o inedite, raccolte nel corso di un complesso lavoro di ricerca, finalizzato al censimento dei seguenti materiali: fonti audio-visive; scritti di memoria; articoli apparsi su periodici; interviste pubblicate o registrate; iniziative e attività realizzate dalle scuole, anche in collegamento con il Concorso regionale; tesi di laurea redatte sull’argomento.

 



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