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Salomone Belforte editore

La Salomone Belforte e C. srl, riprende la plurisecolare attività editoriale e di commercio librario fondata dalla famiglia Belforte nell'800, animata dal 2001 dai nipoti di Guido Belforte: Guido Guastalla con i figli Ettore e Silvia e alcuni soci tra cui Pasquale Di Paolo. La prima edizione che riporta la responsabilità della famiglia Belforte è del 1805 per Joseph Belforte che realizzò alcuni libri di preghiere in lingua ebraica presso la Tipografia Sadun. Nel 1834 Salomone Belforte (1804-1869) riprese l'iniziativa del padre e con l'aiuto dei fratelli Moisè e Israel Palagi  fondò l’azienda, giunta con innumerevoli vicissitudini fino ai nostri giorni. Salomone Belforte impiantò una tipografia editrice con modeste attrezzature e si specializzò nella pubblicazione di opere in lingua ebraica su commissione, in particolare dai paesi orientali. Ampliò ben presto gli interessi e le attività affiancando alle pubblicazioni di cultura e di religione ebraica (in lingua ebraica e italiana), le edizioni di testi scolastici, offrendo un panorama completo delle materie. Gli succedette il figlio Giuseppe (1830-1894)  e verso il 1880 il nipote Giulio (1857-1921) che impresse uno sviluppo industriale all'azienda e l'arricchì di una litografia, una legatoria, una libreria e una cartoleria. Ad integrazione del settore scolastico pubblicò libri di lettura e svago per ragazzi e opuscoli d'informazione commerciale e professionale. Nel '900 subentrarono a causa di una malattia la moglie Emma Castelli Belforte e successivamente i figli Guido, Aldo Luigi e Gino. L'espansione proseguì con edizioni d'arte e la pubblicazione della rivista «Liburni civitas». Nel 1938 le leggi razziali costrinsero i Belforte a cedere l'attività a amici e a trasformare l'azienda in "Società editrice tirrena". La guerra e i bombardamenti alleati distrussero lo stabilimento e la libreria. Nel secondo dopoguerra Gino Belforte diresse lo stabilimento tipografico del giornale livornese «Il telegrafo» e partecipò in prima persona alla ricostruzione della città. Nel 1950 succedettero a Guido il figlio Giulio e il genero Ettore Guastalla insieme al figlio e al genero di Aldo Luigi: Piero Belforte e Giorgio Bianchini. Nel 1961 a causa delle difficoltà economiche liquidarono la tipografia e cedettero i caratteri ebraici. La tipografia fu ripresa nel 1964 da Giorgio Bianchini con la Belforte Grafica di Giorgio Bianchini e C. L’attività editoriale riprese a cura di Paolo Belforte negli anni ’70 con edizioni di storia locale, psicologia, pedagogia e arte d’avanguardia. Negli anni '80 il marchio divenne Belforte Editore Libraio srl. Alla fine degli anni ’90 la Libreria e il marchio editoriale di Salomone Belforte vengono rilevati dai nipoti di Guido Belforte: il gallerista ed editore Guido Guastalla con la moglie e i figli. La casa editrice Salomone Belforte & C. ha ripreso nel 2001, insieme all'antico nome del 1834, cancellato dalle leggi razziali, l'attività editoriale, sia nel campo della cultura ebraica, sia nel campo della letteratura, dell'arte, della storia livornese. Nel contempo Paolo Belforte con altri soci prosegue l’attività editoriale sotto il marchio della Belforte & C. (vedi).

Tra le edizioni storiche: Preghiere degli israeliti di rito italiano, 1879; Giuseppe Astraldi, Corso di lingua inglese, 1891, la collana "Biblioteca degli studenti diretta dal prof. M. Grünhut" con riassunti dei programmi d'esame per licei, istituti superiori e università.

Tra le edizioni contemporanee: Le api della Torah: Storia di una famiglia di editori ebrei livornesi, 2001.








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