Angela Merkel e l'antisemitismo (14 settembre 2014)

"Free Ebrei", III, 2, settembre 2014


Angela Merkel e l'antisemitismo




Abstract

Maria Teresa Dal Monte translates into Italian Angela Merkel's speech held at the Central Council of German Jews (14th September 2014)



Il 7 dicembre 1970 il Cancelliere tedesco Willy Brandt si inginocchiò a Varsavia dove era stato il ghetto ebraico. Fu un gesto che voleva essere più eloquente di parole comunque inadeguate. Ma il poeta ebreo Paul Celan aveva scritto alcune delle poesie più significative sulla Shoah in tedesco, lingua che ,come affermò in occasione del premio letterario conferitogli dalla città di Brema nel 1958 , “non aveva parole per ciò che era successo”, ma era pur tuttavia “passata per tutto questo” e ne era rimasta impregnata. Nonostante Adorno già 9 anni prima avesse sostenuto che “la critica della cultura si trova[va] dinanzi all'ultimo stadio della dialettica di cultura e barbarie” e che “scrivere una poesia dopo Auschwitz” era “un atto di barbarie”.

Dopo 44 anni dal gesto muto di Willy Brandt che tanta impressione suscitò, la Cancelliera Angela Merkel ha tenuto il 14 settembre scorso durante una manifestazione contro l'antisemitismo a Berlino alla porta di Brandenburgo,ispirata da episodi antisemiti in Germania nel corso dell'estate, un discorso che lascerà non meno il segno. La condanna inesorabile della “frattura nella civiltà”, rappresentata dalla Shoah, è stata espressa dalla Cancelliera con passione e insieme equilibrio e realismo costruttivo in uno stile aforistico chiaro e incisivo, collegando il passato con il presente e il futuro, auspicando l' impegno primario contro l'antisemitismo del cittadino del suo paese anche come europeo e cittadino del mondo. Ma se la manifestazione è stata - come ha scritto David Bidussa sul "Corriere della Sera" il 15 settembre un evento storico, l'affermazione forse più significativa della Cancelliera,messa in rilievo da Paolo Lepri nel suo servizio da Berlino sullo stesso numero del Corriere , è l'acquisizione degli Ebrei alla cultura e all'identità tedesca: “Con questa manifestazione diciamo in modo inequivocabile:la vita ebraica è parte di noi. E' una componente della nostra identità e della nostra cultura”. Angela Merkel evoca e ripristina con ciò idealmente quella simbiosi culturale tedesco-ebraica di cui Martin Buber aveva sancito la fine nel 1939. Simbiosi difficile e tormentata da ben prima e secondo Gershom Scholem vissuta come tale unilateralmente dagli Ebrei.Basti pensare a quanti intellettuali ebrei,per lo più scrittori e filosofi – per fare pochi esempi ,oltre a Martin Buber, Hermann CohenMax Nordau, lo stesso Theodor Herzl, Arthur Schnitzler, Jakob Wassermann, Walther Rathenau, si erano sentiti parte integrante della cultura tedesca e avevano sperimentato, a volte tragicamente, come nel caso di quest'ultimo, l'antisemitismo.



Discorso tenuto il 14 settembre 2014 a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel alla manifestazione contro l'antisemitismo del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania

(traduzione di Maria Teresa Dal Monte)



Signor Presidente federale

Caro Signor Graumann

Caro Signor Lauder

Caro Cardinal Marx

Signor Presidente del Consiglio Schneider

Signor Borgomastro Wowereit

Eccellenze

Signore e Signori

Che oggi vivano ancora in Germania molto più di 100.000 Ebrei ha del

miracolo.

E' un dono. Che mi riempie di gratitudine.

Che oggi in Germania persone vengano insultate,minacciate e aggredite ,se in qualche modo sono riconoscibili come Ebrei,o se stanno dalla parte dello stato di Israele, è un terribile scandalo.

Io non l'accetto. E non l'accettiamo tutti noi che siamo venuti qui oggi-e siamo in tanti- tanti che la pensano esattamente così.

Mi fa male sentire giovani genitori ebrei chiedersi se possano crescere i loro figli in Germania ,o persone di una certa età domandarsi se abbiano fatto bene a restare qui.

Con questa manifestazione diciamo in modo inequivocabile :la vita ebraica è parte di noi. E' una componente della nostra identità e della nostra cultura.

Che sia inequivocabilmente chiaro: la discriminazione e l'emarginazione da noi non possono esistere .Chi discrimina e emargina ha contro me e noi tutti,ha contro la grande maggioranza della gente in Germania.

Che sia inequivocabilmente chiaro: la Germania è consapevole della sua responsabilità incancellabile ,dopo la frattura nella civiltà rappresentata dalla Shoah, di agire con decisione contro l'antisemitismo o meglio di prevenirlo.

Quanto dobbiamo essere vigili, l'abbiamo visto una volta di più nei mesi scorsi.

Noi smascheriamo le perfide intenzioni dell'antisemitismo: gli Ebrei debbono diventare nel nostro paese degli outsider. E a questo contrapponiamo il nostro chiaro credo: amici, vicini, colleghi ebrei sono a casa in Germania.

A nome di tutto il governo federale condanno ogni forma di ostilità verso gli Ebrei in Germania e in Europa nel modo più deciso. Respingo fermamente tutte le dichiarazioni e le violenze antisemite e -non da ultimo- quelle fatte di recente alle dimostrazioni filo-palestinesi come presunta critica alla politica di Israele, ma di fatto solo espressione di odio verso gli Ebrei.

E' particolarmente intollerabile che già ai bambini vengano inculcati slogan antiebraici che loro stessi scandiscono poi durante le dimostrazioni.

Chi nel corso di dimostrazioni usa la critica del tutto legittima all'azione politica sia del nostro stato che di quello di Israele come copertura del suo odio per altri uomini,del suo odio per gli Ebrei, abusa dei nostri diritti fondamentali di libertà d'opinione e di riunione.

Chi insulta,attacca o colpisce con violenza persone che portano una kippah o una catenina con la stella di Davide, colpisce e ferisce tutti noi.

Chi profana lapidi nei cimiteri ebraici, profana la nostra cultura.

Chi fa oggetto di odio e di violenza le sinagoghe ,scalza le fondamenta della nostra società liberale.

Abbiamo dovuto sentire parole che sono una dichiarazione di guerra alla nostra convivenza pacifica.

Abbiamo dovuto vedere azioni che costituiscono un attacco alla nostra libertà e dignità umana.

Non possiamo e non dobbiamo far finta di non vedere. E quindi non lo facciamo. E quindi siamo qui oggi.

Di più: la lotta contro l'antisemitismo è nostro dovere come stato e come cittadini.

Per questo le nostre autorità preposte alla sicurezza prendono molto sul serio ogni attacco a Ebrei e o a istituzioni ebraiche. Io dico : E' giusto che sia così in ogni singolo caso. I crimini antisemiti verranno perseguiti con fermezza con tutti i mezzi legali.

Ciò vale del resto non meno per gli attacchi alle moschee. Anche questi non li accettiamo, anche questi vengono perseguiti come di dovere.

Soprattutto dobbiamo fare in modo che non si arrivi a violenze del genere.

E' un compito che abbiamo tutti e che fa appello al nostro senso di responsabilità per il bene comune. Esige coraggio e iniziativa individuale, solidarietà ,tolleranza e cosmopolitismo- gli unici valori che fanno di una società una società solidale e le danno un futuro; valori che debbono sempre venire riproposti.

A questo scopo il governo federale supporta varie iniziative: progetti che promuovono la tolleranza ,migliorano la conoscenza della società e la comprensione della democrazia, anche in relazione ad attività formative di giovani e genitori. Perché già in famiglia dobbiamo togliere spazio a tutte le forme di discriminazione e violenza estremistica e ideologica.

Incoraggiamo giovani e adulti all'impegno civile e sociale.Investiamo in cultura e incentiviamo memoriali. Fa parte di questo anche portare avanti di generazione in generazione il ricordo e la conoscenza del capitolo più terribile della storia tedesca, quella frattura nella civiltà che è stata la Shoah.

Di questo siamo debitori alle vittime, ai loro discendenti e a noi tutti,se ci sta a cuore il bene del nostro paese.

Vogliamo che gli Ebrei si sentano sicuri in Germania. Debbono percepire che questo paese è la nostra casa,la nostra patria comune,in cui loro come tutti gli uomini che vivono qui hanno un avvenire.

Con questa manifestazione diamo tutti insieme un segnale importante,un segnale contro l'antisemitismo, l'estremismo e contro l'odio per gli altri uomini.

Diamo un segnale a favore del rispetto: rispetto della fede e della cultura degli altri,siano ebrei, musulmani o cristiani, un segnale per una convivenza pacifica e feconda nel nostro paese.

Questo è il nostro messaggio. Mi auguro che arrivi al cuore della nostra società e si diffonda nel mondo.

Un grazie cordiale.  




Casella di testo

Citazione:

Maria Teresa Dal Monte, Angela Merkel e l'antisemitismo, "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", III, 2, settembre 2014

url: http://www.freeebrei.com/anno-iii-numero-2-luglio-dicembre-2014/angela-merkel-e-lantisemitismo-14-settembre-2014




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