Portbou, l'ultimo "passaggio" di Walter Benjamin

"Free Ebrei", IV, 2, agosto 2015



Portbou, l'ultimo "passaggio" di Walter Benjamin


 

di Vincenzo Pinto



Abstract

Vincenzo Pinto talks about his visit in Benjamin's place of death and analyzes his meaning in a historical perspective.



"Solo per chi ha perso ogni speranza, ci è data la speranza": una nota espressione di Walter Benjamin che ben si addice a descrivere il memoriale a lui dedicato sul promontorio meridionale di Portbou, sede del piccolo cimitero cattolico. 

Portbou è un villaggio catalano ai confini con il Rossiglione francese, importante quale base terminale della linea ferroviaria costiera francese che percorre tutto il Golfo del Leone. Questo paesino è oggi un centro turistico stagionale grazie alla bellezza della sua insenatura, anche se i pochi palazzoni che circondano la spiaggia e la breve promenade sono fatiscenti e brutti (l'esito probabile della cementificazione selvaggia degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso).

Io e Sandra siamo giunti a Portbou da Argelès-sur-Mer, ridente località balneare a circa 30 km a Nord, dove eravamo ospiti di Suzette Bloch, nipote di Marc. La strada per raggiungere la Catalogna è a dir poco impervia e affascinante. Lunghi tornanti si arrampicano su monti per lo più terrazzati da vigneti. Lunghe code di macchine e un cielo oscuro (presagio di un nubifragio mai scoppiato) hanno accompagnato il nostro "pellegrinaggio" verso la località dove il grande filosofo berlinese commise suicidio il 26 settembre del 1940. La gentile signora dell'ufficio informazioni di Portbou spiega in italiano come raggiungere il cimitero, dopo aver attraversato alcune vie di palazzoni inguardabili. 

Il memoriale di Benjamin si trova, come detto, sul piccolo promontorio che racchiude a Sud la baia di Portbou. Dopo aver scalato la collinetta, eccoci giungere di fronte al memoriale Benjamin. Confesso che siamo rimasti piuttosto stupiti. Il memoriale di Dani Karavan, inaugurato vent'anni fa, consiste in un lungo tunnel-scalinata coperto che conduce verso il mare. La parte iniziale è coperta, mentre quella finale consente di scrutare il cielo. Il passaggio è chiuso da una vetrata, quasi a sottolineare la necessità di scrutare la fine senza potervi mai veramente accedervi volontariamente, se non abbandonandosi alla sua contemplazione nel tunnel.

Ecco la descrizione (in inglese) dal sito ufficiale:

 

Seen from above, Karavan’s work is perfectly integrated into its physical setting, a fold of the landscape itself — a landscape of oxidized granite, a bare, arid terrain of hard grey-brown rocks. Viewed from within, the work offers the visitor a genuine experience: an itinerary that takes in the three points on the Portbou mountainside occupied by the cemetery: three passages that call for the plotting of a course. Instead of imposing a single itinerary, the artist has chosen to give each of us absolute freedom to pass through and construct our own experience. No moral, no message. In this way its three passages — a tunnel and a flight of steps with a surging sea and a whirlpool at the end of it, an ancient olive tree and a platform for meditation, open to the horizon — are a wheel of emotions: exile and loneliness, a lesson in survival and acceptance. Karavan has managed to open up possibilities of experience and in so doing overturn what Benjamin perceived to be one of the most lacerating effects of the pain of the twentieth century: the impossibility of experience. 

(http://walterbenjaminportbou.cat/en/content/lobra)

 

Questo luogo claustrofobico ha l'obiettivo di sottolineare l'impossibilità di vivere (di esperire) e il tunnel che discende verso gli abissi rimanda alla memoria la tragedia del popolo ebraico e dei "diversi" di ogni epoca e generazione. 

All'interno del piccolo cimitero cattolico abbiamo trovato una piccola lapide dedicata a Benjamin, su cui sono posate tante piccole pietre rituali ebraiche, fra cui ci ha colpito una con inciso un grande cuore.

Sul memoriale di Karavan abbiamo trovato una scritta in spagnolo piuttosto indicativa:

 

"vosotros sois lo que nosotros fuimos, nosotros somos lo que vosotros sereis"

 

"voi siete ciò che noi eravamo, noi siamo ciò che voi sarete".


Per chi fosse interessato agli ultimi tragici giorni di Benjamin consigliamo il saggio di Carlo Saletti Fine Terra.

(http://www.retididedalus.it/Archivi/2010/dicembre/FILOSOFIE_PRESENTE/2_benjamin.htm)



Galleria fotografica


























Casella di testo

Citazione:

Vincenzo Pinto, Portbou: l'ultimo "passaggio" di Walter Benjamin, "Free Ebrei. Rivista online di identità ebraica contemporanea", IV, 2, agosto 2015

url: http://www.freeebrei.com/anno-iv-numero-2-luglio-dicembre-2015/portbou-lultimo-passaggio-di-benjamin






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